sito d'arte,art factory,art community,art network,rivista,magazine,milano


   Domenica, 01 Agosto 2010



Gianni Leone




Gianni Leone nasce e vive in luoghi di volta in volta diversi, rinnegando la determinatezza del luogo di nascita. Appena sedicenne abbandonerà la scuola d'arte per ricercare autonomamente una forma adatta all' estrinsecarsi del proprio talento pittorico e filosofico - letterario. La pittura si rivela una costante ma l'insoddisfazione verso le forme reali della quotidianità, lo spingono a scegliere un'autoformazione tesa all'acquisizione di strumenti espressivi alternativi. Si affaccia nuovamente alla pittura, questa volta consapevole delle proprie qualità tecniche e del proprio bagaglio culturale. Approda così ad una personale concezione pittorica che lo caratterizzerà in tutte le sue opere. L'anticipazione di forme mutanti si rivela essere un tratto fondamentale per la comprensione del suo lavoro e di una indole che si preannuncia visionaria. L'uomo "f a b e r" si tramuta in decostruttore della struttura esistenziale dell'uomo stesso e dell'ambiente che egli ha reso involucro e simulacro di paure archetipiche. "Ciò che conosciamo non ha motivo di essere dipinto"...la volontà generatrice che spinge l'artista a realizzare l'opera, è sempre la necessità di esternare la propria visione della realtà ma divenendo, l'autore, precursore di "ciò che sarà". La fenomenologia insita nel viaggio tra mente e materia, caratteristica essenziale di ogni contenuto che si voglia esprimere, conferisce al linguaggio dell'opera il suo aspetto solenne e monumentale. In un crepuscolo oltre uomo, figure prive di identità popolano gli anfratti e le rovine delle città, catapultati in un ipotetico futuro e ormai decimati da un disastro atomico...superstiti si trascinano nella desolazione degli ampi spazi, facendo risuonare i loro passi ironici e funesti. Strumenti di sopravvivenza, macchine alla stregua di ogni esigenza ormai cedevole, fanno da supporto a dei corpi prosciugati da ogni caratteristica umana, sospesi tra paura ed infausto coraggio. Mutanti e chimere vagabondano nella tenebra del passato, fuggendo le rovine del ricordo. La distanza tra uomo e donna capitola nell'essenza di entrambi con l'androgino, che racchiude in se l'esperimento del parto maschile e la metafora della creazione dell'opera, oltre che l'aspetto dionisiaco della forza generatrice. Lo studio della natura: aspetti morfologici, l'evoluzione ed adattamento fino alla possibile estinzione; l'evolversi delle ricerche scientifiche, sono tra le cause scatenanti l'opera. Distruzione dei valori acquisiti, metafora di rinnovamento, in modo da rigenerare "l'idea" senza corruzione ed esclusiva. Il caos generato dalla trasmutazione delle cose, trova il suo equilibrio instabile e tuttavia coerente nella propria mutazione. Come necessaria manifestazione del dolore, l’estatica forma del divenire in assenza di forme, ma all’interno del suo motivo scatenante, la negazione verso il significato comune. Monito contro lo sfruttamento delle risorse della terra e codificatore d' esistenza...il gioco di mettere in gioco l'identità dell'uomo. 


su lobodilattice.com dal:01/07/2009 - 2:34pm






feed RSS per Gianni Leone