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   Giovedi, 09 Settembre 2010



Sotheby's: la collezione di arredi e dipinti da Palazzo Contarini di Corfù, Venezia in asta a Milano il 23 Giugno.



Tabernacolo ad arco in legno dipinto e dorato
Venezia, fine del secolo XV
Con colonne a tutto tondo; ridipinture e ridorature
cm 256 x 137 x 38

Stima: 50.000 – 70.000 EURO



Asta
Martedì 23 Giugno ore 17.30

Esposizione
Da Venerdì 19 Giugno a Lunedì 22 Giugno ore 10-13; 14-18

Sotheby’s Italia è lieta di presentare la vendita di una bella collezione, da un’importante residenza Veneziana.
Affacciato sul Canal Grande e nei pressi dell’Accademia, l’elegante Palazzo Contarini di Corfù è la cornice ideale per questa splendida collezione.
Ri?progettato nel XVII Secolo dall’allievo di Palladio, Vincenzo Scamozzi, l’edificio associa alla grandiosità dei sontuosi interni, l’intimità delle piccole stanze. I proprietari originari, i Contarini, che contavano otto Dogi, erano grandi collezionisti, e numerosi loro dipinti e arredi ora adornano le sale dell’Accademia e di Palazzo Rezzonico. Questa collezione è stata costituita con passione e discernimento in un periodo di oltre trent’anni. La Collezione è composta prevalentemente da Dipinti Antichi toscani e veneziani e Arredi datati dal Trecento sino al XVIII secolo, ed è completata da una selezione di oggetti d’arte e bronzi.
Nel gruppo di dipinti del XVII – e XVIII – secolo sono da evidenziare i Capricci architettonici di Codazzi: Capriccio architettonico di palazzi con scalinate ed archi, con figure e Capriccio architettonico di un palazzo con figure eleganti, con porto in secondo piano (forse Napoli con il Castel Sant’Elmo) (stima € 120,000/180,000 la coppia).
Questi dipinti sono il frutto di una collaborazione fra Viviano Codazzi e due pittori di figura diversi: nel primo le figure sono di Jan Miel (o di Michelangelo Cerquozzi) mentre nel secondo le figure sono di Vicente Giner.
Seguono quattro capricci architettonici di Hubert Robert: Capriccio architettonico con il tempio di Faustina, l’arco di Tito e le mura dei giardini farnese; Capriccio architettonico con l’arco degli orefici adiacente a S. Giorgio in velabro e l’arco di Giano; Capriccio architettonico con la Basilica di Costantino; Capriccio architettonico con il tempio di Venere, S. Francesca romana e in secondo piano la Basilica di Costantino. La serie è stimata € 200,000 / 300,000.
Questi dipinti sono opere giovanili di Hubert Robert, ispirate ai capricci del suo contemporaneo Gian Paolo Panini ed eseguiti a Roma subito dopo il suo arrivo nella città eterna nel 1754, all’età di 21 anni. 2
Un senso di gaiezza si ritrova nel grande Le Scienze e le Arti adducono all’Immortalità, l a scenografica tela proviene da Palazzo Zen ricostruito dopo il bombardamento di Venezia del 1849; il palazzo che in origine aveva la facciata affrescata da Tintoretto e Andrea Schiavone fu edificato nel Cinquecento dal proprietario Francesco Zen con la consulenza del celebre architetto Sebastiano Serlio.
Le Scienze e le Arti adducono all’Immortalità ? un olio su tela di cm 400x200 ? di Francesco Polazzo faceva probabilmente parte della decorazione del soffitto del Gran Salone di Palazzo Zen. La stima della tela è di €50.000/70.000.
Quattro i dipinti con Le gesta di Arlecchino: sono opera di Giovanni Domenico Ferretti ed hanno una valutazione che oscilla tra 60/80.000 €.
Scenografica e intima allo stesso tempo, la collezione mostra alcuni begli esempi di Rococò, tipico stile del XVIII secolo quando Venezia era il centro mondiale del gusto e della moda.
Citiamo un bellissimo specchio laccato, risalente al terzo quarto del XVIII secolo, stimato € 40.000 / 60.000 e un’imponente scrivania in noce, datata alla fine del XVIII secolo (€ 10.000 / 15.000) entrambi provenienti dalla Collezione Silva, che mostrano l’alto livello di maestria prodotta in laguna. 3
Della stessa provenienza e di produzione Veneziana del XVIII secolo, una rara ribalta con alzata impiallacciata in radica di noce (pubblicata in S. Levy, Il Mobile Veneziano del 700, Milano, 1964, vol.II, Tav.170) stimata € 220.000/280.000 analoga – nell’appoggio architettonico e nell’ebanisteria ai trumò che arredano la sacrestia di San Marmola e San Cassiano a Venezia; segue un tabernacolo ad arco risalente alla fine del XV secolo, con colonne a tutto tondo, dipinto e dorato. Quest’ultimo proviene dalla Collezione Bardini e poi dalla Collezione Pisa ed è stimato € 50.000/ 70.000. Va notato che in uno dei teleri di Carpaccio dedicati alle Storie di Sant’Orsola il letto della Santa ha una testiera a tabernacolo in tutto simile a questa cornice.
In asta anche un secchiello raffigurato nel Sogno di Sant’Orsola: è un secchiello in bronzo cesellato con fiori e animali, reca lo stemma dei Gradenigo, è datato Venezia inizi del XVII secolo ed ha una stima di 6.000/10.000 €.
Simili ad una poltrona alla Fondazione Cini di Venezia le quattro poltrone in noce Luigi IV, Lombardo veneto inizi del XVIII secolo stimate (le 4 ) tra 16.000 e 20.000 €.
Già nella Collezione Monzino i Sei seggioloni, Venezia fine del XVII secolo ricoperti in arazzo sono messi in relazione, dagli studiosi, con la produzione del 4
grande Andrea Brustolon, massimo interprete del naturalismo barocco (val. 50.000/80.000 €).
Tra gli esempi toscani provenienti dalla collezione Carlo de Carlo di Firenze, cinque seggioloni in noce che risalgono all’inizio del XVII secolo, con finali dorati a voluta e piedi a corrente, ricoperti in cuoio d’epoca e stimati € 25,000 / 35,000.



Venezia, fine del secolo XVI inizio del secolo XVII
Secchiello in bronzo cesellato con fiori e animali, con stemma della famiglia Gradenigo
cm 12, diam. cm 23

Stima: 6.000 – 10.000 EURO
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