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   Domenica, 01 Agosto 2010



MiArt: maybe tomorrow...

Recensioni



L'Italia è un paese diviso, dove mille e più microcosmi tentano di spodestarsi l'un l'altro al minimo risultato raggiunto. Il sogno italiano non è fatto di grandi imprese, economiche e culturali, di ruoli rilevanti a livello internazionale. Il sogno, e il miracolo, all'italiana è quello degli imprenditori individuali, delle piccole aziende che sfidano il mare in burrasca e le grandi corporations con eroi solitari; moderni Ahab che, fiocina alla mano, tentano di scalfire bianche balene dalla pelle d'acciaio.
Il mondo, nel frattempo, prende accordi nel creare associazioni strategiche sempre più grandi e competitive.

Costruire qualcosa di grandi dimensioni e dalla struttura complessa in questo paese è pressochè impossibile. Bisogna passare un nugolo di veti, proposte, scambi messi in atto da istituzioni, associazioni di categoria o territoriali. Un evento con due pertecipanti non può ricadere nel cono d'ombra di quello da cinquecento, se quei due hanno i mezzi per impedirlo. Qui le dimensioni non contano, si protegge il filo d'erba e si butta l'albero che potrebbe regalare frutti importanti.

In questo clima MiArt si trova a volersi rilanciare e diventare degna presentazione per quella che è la piazza più importante per l'arte contemporanea in Italia. Quest'ultima frase la si legge ogni anno su ogni giornale, blog o webmagazine che si occupi dell'argomento, ma forse quest'anno ha segnato una vera ripartenza.

La scelta è stata quella di ridimensionare l'evento e limitare la presenza internazionale, puntando su una buona qualità media. Dove questi indicatori possono essere interpretati come una resa, possono anche essere visti come un segnale di reset, per poi ritrovare un'identità che, probabilmente, non si è mai avuta.

L'operazione sembra riuscita, la fiera non è dispersiva, negli stand si trovano piacevoli soprese e gradite conferme. Si conclude la visita con un bagaglio di spunti ed informazioni che non risulta eccessivo e che sembra essere ben selezionato.

Ora viene il momento di provare a rompere quei meccanismi limitanti che questo paese impone, di fare scelte coraggiose e importanti, di crescere e diventare simbolo di una città che nell'arte ha le potenzialità per emergere, ma che, come dicono sempre i professori a scuola degli alunni svogliati, non si applica.


Alcune opere presenti in fiera:

Perugi Artecontemporanea
Laurina Paperina
shirin_neshat
2008
photo on paper (edition of 3)
cm. 25x25


Traffic Gallery
M-City & Orticanoodles
Untitled n.3
2008
spray on canvas with stencilspray su tela con stencil
200 x 150 cm


Analix Forever
Marie Hendriks
E si les reves flamands rapetissaient... (Video still)
2008
Dvd in continuo
Courtesy MARIE HENDRIKS & Analix Forever


Conduits|Gea Politi
Matthew Stone
Still passion
2008
stampa lamda su dibond


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