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   Sabato, 11 Settembre 2010



Questa è la guerra! Robert Capa al lavoro / Gerda Taro. Una retrospettiva

ritratto di MariaTeresa Melodia
Recensioni


All'interno di Forma, Centro Internazionale di Fotografia, sulle “ceneri” dello storico deposito dei tram del quartiere Ticinese, una selezione ampissima di quasi 300 immagini, provini a contatto, documenti e lettere ha invaso gli spazi illuminati in modo adeguato e mai sfacciato.

 

Lanterne nella civiltà delle immagini ipertrofiche, le fotografie di Capa, incomparabile fotogiornalista, si distinguono come piccoli gioielli, stralci di verità di un tempo sospeso, tra una memoria costruita e un futuro segnato dalla stessa.
Robert Capa ( Budapest - 1913), vero nome Endre Friedman, è stato uno dei più apprezzati fotografi del ventesimo secolo, reso celebre dai suoi reportage dai campi di battaglia di tutto il mondo, apparsi su celebri riviste.
L’evento permette di analizzare l’attività di questo cronista della pellicola nell’arco di un decennio, (1930 –1940) attraversato dai più importanti e memorabili scontri bellici: la guerra di Spagna, il conflitto Cino-giapponese, la Seconda Guerra Mondiale con il D-Day e la battaglia di Lipsia.
La foto più celebre di Capa, divenuta icona della guerra civile spagnola, è quella del soldato morente – “ the falling soldier”, pubblicata dalla rivista “Vu” e per anni al centro di polemiche per una eccessiva veridicità, che fece gridare all’inautenticità, di recente sconfessata.
Ci troviamo di fronte all’arte propria di un fotografo – narratore, provvisto di una “vicinanza” che permette di seguire anche la fine in diretta, come dimostra un suo celebre aforisma: “Se la tua non è una buona foto, significa che non ti sei avvicinato abbastanza”.
Fianco a fianco come nella vita, l’attività di Capa, fondatore e anima dell’agenzia Magnum, si ritrova nella mostra di Milano accostata alla prima retrospettiva dedicata alla fotografa compagna, oggi finalmente resa pubblica.
Gerda Taro, giovane tedesca il cui vero nome era Gerta Pohorylle, come la più illustre metà scelse di scendere in campo, documentando l’arena bagnata di sangue della guerra civile spagnola. Capa e Taro vissero insieme il conflitto del 1936 come inviati della rivista “Vu” e in questi anni firmarono i loro primi reportage, arruolandosi nell’esercito repubblicano per riprendere in diretta gli avvenimenti che scorrevano davanti a loro.
Tante similitudini tra i due:
in primo piano, la capacità di consegnare dei reportage che pongono al centro l’Uomo;
Un realismo, il cui protagonista è la vita che scorre attorno ed in mezzo all’atrocità della guerra, tra la fissità e il movimento delle barricate. La guerra è soprattutto un crogiolo di emozioni, spontaneità e ritagli di quotidianità; inquadrature che parlano, caratterizzate da un taglio che raffigura la condanna di un’umanità offesa e sperduta: la vera vittima di tutti i conflitti che si rincorrono ancora oggi.
Forza, empatia e coraggio colti da chi ha avuto sensibilità per il dramma e da chi amava la gente.
Capa e Taro: entrambi si appropriarono di cognomi dalla vaga eco hollywoodiana; entrambi uniti nella vita e nel destino tragico, nel quale il campo della professione scelta si interseca fatalmente con il campo di morte: Gerda Taro morirà nel 1937, schiacciata da un carro armato a soli 27 anni, mentre Robert Capa morirà in Indocina su una mina nel 1954.
Dopo una vita in prima linea, per ambedue una morte funesta, “sciocca”, accidentale, arrivata in corsa proprio come i loro reportage.
Se questa è la guerra, questi sono i suoi maestri.


Maria Teresa Melodia




gerda taro


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robert-capa





Spazio Forma - Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1, 20136 Milano
02.58118067
dal 28 marzo al 21 giugno 2009



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