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   Giovedi, 09 Settembre 2010



Intervista a Tamara Ferioli - Premio Celeste

ritratto di guia cortassa
Interviste


Si è classificata seconda con la sua installazione "Silent Passage": Tamara Ferioli racconta, a caldo, le sue impressioni sul Premio Celeste appena aggiudicato, svelando la sua poetica, e lasciandosi scappare qualche indizio sul futuro.


GC: Al Premio Celeste, scultura, video e installazione – linguaggi divisi da una linea di confine molto labile, ma contemporaneamente, estremamente eterogenei e difficilmente assimilabili – partecipano in un'unica categoria. Questo per te è un bonus o un malus?

TF: Mi è capitato di vedere video arte proiettata, ma anche su monitor, in posizioni e luoghi non convenzionali, che anche senza il contenuto video, avrebbe potuto essere considerata installazione. Così come una scultura, occupando uno spazio e in qualche modo caratterizzandolo, può sotto certi aspetti essere un’installazione. Quindi confini davvero labili e indefinibili con una linea di demarcazione netta. Un continuo sconfinare. Credo che l’unione però sia stata una scelta dovuta più che altro al numero dei partecipanti; in Italia, video, installazione e scultura contano insieme meno adepti che la pittura da sola, quindi sarebbe stato controproducente per l’organizzazione del premio, creare troppe sezioni.

GC: Sei d'accordo con i premi assegnati?

TF
: In generale sì. Credo che i vincitori siano tutti meritevoli della loro vittoria.


GC: Il secondo posto è una sconfitta, o una ripartenza?

TF
: Un punto d’appoggio e di passaggio...


GC: Nel tuo lavoro, è fondamentale la scelta dei materiali, spesso inconsueta e declinata in modo inaspettato, come le bustine del tè, o la sabbia bianca. Come nasce questa scelta, cosa rappresentano queste materie?

TF: Tutti gli elementi che utilizzo sono simboli radicati nelle mie esperienze, hanno molteplici significati, li scelgo, utilizzo e associo in modo istintivo scoprendone solo successivamente il senso.
Il continuo uso di materiali non convenzionali è un disperato tentativo di svelare l’implicito, il non udibile nel suono delle parole, scatole troppo piccole per il sentire.
Il solo utilizzo di materiali ordinari e prefabbricati ad hoc per artisti, sarebbe come porre un ulteriore recinto intorno ai miei monologhi e soliloqui interiori, un ostacolo quanto lo è la parola.


GC: Quali sono i tuoi progetti futuri?

TF
: Oltre ad una mostra collettiva alla galleria Warehouse di Teramo, sto lavorando a diversi progetti: per la galleria Goethe2 di Bolzano sto preparando una grande installazione, forse la mia più grande mai realizzata, ma non voglio anticiparvi di più...
































Tamara Ferioli - "Silent Passage"
Fiori e filo su filtri di tè (Con Te non gioco più), borotalco, polvere di marmo e di madreperla, vegetali, maniglia, sculture di insetti.
Dimensioni ambientali - 2008


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