Salve a tutti. Mi chiamo Daniel e sono un tossico.
Probabilmente esordirei con questa frase, se mai partecipassi ad uno stupido incontro di riabilitazione. Proprio quelli dove svariati soggetti, rigorosamente senza una vita, stanno seduti in cerchio, insieme ad uno psicologo che fa da Cicerone verso l’astensione.
Facciamo un applauso per l’ammissione di Daniel. Ammettere di avere un problema è il primo passo per la redenzione.
Come facciano a venirmi in mente certe idee mentre mi masturbo, fatto, in camera mia, mi è totalmente ignoto. Posso annoverare centinaia di queste intrusioni mentali durante l’autoerotismo post-droga. Devo fare il pieno. Un solo bollino mancante, sulla tessera dell’Esselunga, per il frullatore nuovo. Il mio tabaccaio. Il culo eccessivamente peloso di Said. Cazzo, ho finito i Cordon Bleu. Tutto ciò, prima dell’orgasmo.
Facciamo un applauso per gli orgasmi di Daniel.
Il bello della masturbazione è che non devi accompagnare a casa la tua mano, dopo.
Dunque, posso immediatamente accendere il televisore e poltrire fino all’ora di pranzo. Anzi, fin quando non sarò affamato, visto che l’ora per me è sempre un mistero. Nel mio monolocale non ho orologi. Chissà dov’è finito il cellulare.
Non mi sono svegliato da molto, questo è un dato di fatto, ma la luce che penetra dalla finestra non mi permette di capire se sia mattino o pomeriggio. Il mio quesito trova presto risposta; uno dei canali Mediaset sta trasmettendo “Forum”. Il giudice Santi Licheri ha appena decretato che defecare nei corridoi del proprio condominio è perseguibile per legge.
Facciamo un applauso per coloro che cagano sul tappeto di benvenuto del proprio vicino.
La mia esistenza, da anni, è una linea retta, costituita a sua volta da segmenti, corrispondenti alle giornate che vivo, tutti identici. Potrei interscambiare a piacimento questi giorni fra loro ed il risultato finale non cambierebbe. Da quando ho 18 anni ho decretato che la mia morte avverrà in seguito ad un overdose. Un modo simpatico per morire, perlomeno smetterei di vivere mentre mi sto divertendo. Ci si causa una morte naturale, in modo artificiale. Ci si droga finchè il cuore non smette di battere. Chissà che quantità di sostanze stupefacenti mi servirà quel giorno.
Le notti in cui vado a dormire e sono ancora abbastanza lucido per ricordarmelo, mi chiedo se la giornata appena vissuta avrebbe meritato il fatale sovradosaggio. La maggioranza delle volte mi rispondo che l’avrebbe meritato. Credo che tirando le somme sia solo un problema di soldi. Drogarsi costa, ed io non avevo abbastanza droghe da assumere.
La nuova sentenza di “Forum” mi desta dai miei pensieri. Un eczema ai testicoli può essere causa di quarantena. Prima della fine del programma il giudice giunge ad altre conclusioni. Immergere una nana nella salsa tartara non è un reato, ma una burla. Qualora un individuo di sesso maschile si insulti in seguito ad una mancata erezione, sussistono gli estremi per un’auto-querela.
Un altro fattore esterno mi riporta alla realtà. Qualcuno sta suonando il campanello. Mi prendo dieci secondi per raccogliere le forze, poi compio il tragitto che separa il letto dalla porta di casa. Appena apro, si presenta davanti a me Said, sudato ed affannato. La prima non è una novità, ma il suo stato d’animo mi stupisce.
Prima che io possa dire qualunque cosa, mi zittisce dicendo: “Socio, abbiamo un problema”.
Sarà il giorno buono per l’overdose?
Facciamo un applauso ai problemi di Daniel e Said.