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ritratto di lucowski
Prosa
il nocciolo, il centro nero pulsante, l'incrocio delle linee di un'altra grande x da cartone animato in cui riperdere la speranza, arrestarsi in attesa del colpo, crollare a peso realmente morto smettendo tutti i balletti. terrorizzato vuol dire soltanto questo, la paralisi non permette coreografie didascaliche. tutte le ragazze con le gambe accavallate e per tutte c'è un momento in cui si vede abbastanza in alto lungo la coscia perchè penzoli in avanti la testa e tu possa sperare che essa crolli nello spacco caldo della fica ed il dolore cessi. e certi bambini, anche loro hanno un momento, realizzano un sorriso perfetto per ingannarti sulla natura meccanica degli eventi, insinuare l'innesco del tuo vile rifiuto a tirare fuori il cazzo in tempo. mentre invece il terrore è soltanto terrore, non come certi nostri amori ridotti a cartaccia nel ricordo, che costantemente ripropongono una versione della nostra vita che non avremo, che fingono la loro stessa possibilità mentre non smettiamo di notare, e non c'entra niente, come le facce appaiano maggiormente deformi proprio mentre cessano i sorrisi. e sono gli amori di un' india di bukowski e le sballate riedizioni romantiche di g. corso, sono lotterie a chi pesca il fiammifero più corto per fare il giro di mezzanotte nel cimitero, sono i petali di questo tempo che lentamente si dissolvono perchè il suolo ha sempre fame e tu metti comunque un piede dopo l'altro nell'illusione di spostarti da questo incessante finire di tutto ciò che è vivo, dall'anticipo di terminazione negli occhi del meraviglioso amore di oggi che il balletto lo ha già smesso, e non può parlare.

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