LA BODY ART

ritratto di Leonardo Pazienza
Approfondimenti




 
didattica per artisti del domani...



La Body Art è un movimento artistico che si diffonde a partire dal 1968. Il principio ispiratore di questa sensibilità è l'utilizzo del corpo come massima espressione per la creazione di rappresentazioni artistiche.
Secondo molti artisti che seguono questo movimento il corpo riesce ad essere molto più espressivo di tutte le tecniche possibili, anzi, il corpo da solo è in grado di esternare il mondo interiore, le angosce, i dolori, i problemi di coloro che lo mostrano.
Ciò che sta fuori deve essere un ponte che porta all'interno, il corpo è uno specchio dell'anima.
La body art creò notevole scompiglio poichè era ed è contro ogni regola di buon costume. Molti degli artisti devoti al movimento utilizzavano il proprio corpo esprimendosi attraverso le azioni più svariate in pubblico come espletare i propri bisogni fisici, masturbarsi, torturarsi...

Il corpo è usato per allestire eventi estemporanei con movimenti accompagnati da musica, elementi scenografici, danze, sequenze di azioni e gesti. La body art rende il corpo protagonista assoluto considerandolo soggetto e oggetto dell'espressione artistica ed esibendolo come opera. Vi è la volontà di provocare, di scuotere le convinzioni in fatto di arte. All'uso del corpo come linguaggio, ricorrono sempre più artisti contemporanei di differenti tecniche e tematiche. Lea Vergine parla di alcuni caratteri che fanno da comune denominatore a questa maniera di fare arte: "la perdita di identità; il rifiuto del prevalere del senso della realtà sulla sfera emozionale; la romantica ribellione alla dipendenza da qualcuno o da qualcosa; la tenerezza come meta mancata e quindi frustrante; l'assenza (e l'angoscia che ne deriva) di una forma adulta, altruistica, d' amore". In queste azioni spesso gli autori sono ossessionati dalla necessità di agire in funzione dell' altro. Vi è la necessità di mostrarsi per poter essere. Il performer non sceneggia la storia di un personaggio, ma è egli stesso storia e personaggio. Si volge così verso la ricerca di un umanità non schiacciata dal funzionalismo della società, che sfugge al concetto di profitto. "l' importante non è sapere, ma sapere che si sa. È uno stato in cui la cultura non serve più a niente" (Lea Vergine, dall' informale alla body Art). E continua: "Sbloccate le forze produttive dell' inconscio, si scatenano - in un continuo drammatizzare isterico - conflitti tra desiderio e difesa, tra licenza e divieto, tra contenuto latente e contenuto manifesto, tra pulsioni di vita e pulsioni di morte, tra voyerismo ed esibizionismo, tra tendenze sadiche e piacere masochistico, tra fantasie distruttive e catartiche". Nelle azioni della body Art la riproduzione meccanica (video, fotografia, film) assolve ad una duplice funzione: documentativa e di indagine penetrante.


Alcuni tra i più importanti body artists:

Hermann Nitsch
, viennese, che dal 1958 si esprime in azioni altamente violente. Nitsch creò il TEATRO DELLE ORGE E DEI MISTERI, che presenta performances-riti fra il satanico e l'orgiastico. Nitsch, di fronte ad un vasto pubblico in delirio, finge di sacrificare animali squartandoli davanti a tutti e facendo colare interiora e materia sanguinolenta su esseri umani vivi che si fingono vittime dei suoi sacrifici.
Il tutto accompagnato da musica "d'atmosfera", che aumenta ulteriormente l'impatto della rappresentazione.
Nitsch afferma che lo scopo delle sue azioni è il coinvolgimento totale dei partecipanti che si sentono poi liberati dalla violenza e dalle manie omicida accumulate durante tutti i giorni...
Si dice che in tutti gli uomini si nasconde un potenziale assassino!!

Vito Acconci
, italo-americano.
Lo scopo primario delle sue rappresentazioni è trovare la massima espressione attraverso il corpo.
Per capire i suoi gesti bisogna conoscere i titoli delle sue esibizioni o performances: in "sfregando un pezzo" egli si è seduto ad un ristorante ed ha cominciato a grattarsi un braccio fino a farlo sanguinare; in "opening" si è strappato tutti i peli attorno all'ombelico per fare un po' di spazio; in altre performance si mostra completamente nudo nascondendo gli attributi in mezzo alle gambe.

Gina Pane
, francese. In ogni sua rappresentazione Gina si esprime praticandosi tagli con lamette su varie parti del corpo, come l'orecchio o la lingua, o le mani. In altre esibizioni si piantava spine di rose nelle braccia per esprimere l'angoscia di un rapporto d'amore doloroso. Ogni dolore interno è mostrato all'esterno come una ferita ed é inteso come nel medioevo, come elevazione spirituale.

E ancora:
Youri Messen-Jaschin, Jana Sterbak, Rebecca Horn, Javier Perez


Il NUDO:

Uno fra i primi a presentare modelli nudi, raffigurati in movimento su teli colorati fu, appunto negli anni Sessanta, l'artista francese Yves Klein mentre Salvador Dalì utilizzava le tracce cromatiche lasciate su grandi teli\tele dai corpi -nudi e colorati- lasciati agire in movimenti stimolati dalla musica. Da allora la body art ha subito naturali evoluzioni, incluse rappresentazioni a sfondo sadomaso oltre ai riti di autolesionismo eseguiti a fini di un'arte performativa che prende spunto da tradizioni simili -di impronta religiosa- con l'intento di simboleggiare l'annullamento del ruolo dell'autore a favore di un 'fare arte' che lo sublima nell'opera in progress. Gli inglesi Gilbert & George espongono loro stessi, oppure compongono i loro ritratti viventi con riferimenti alla cultura statuaria classica ma con 'invenzioni' che insieme la onorano e la reinventano ogni volta.

[in foto Vito Acconci]

[fonti, wikipedia, babele arte, st dell'arte contemporanea]