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Perdere i guanti
pubblicato da Alessandro Ansuini il 1 Settembre, 2008 - 3:04am
A-Poesia
E all'improvviso dopo qualcosa di lunghissimo Tipo un tubo tipo 634 ore Esce fuori il sole e mi viene a stanare dal mio Bouquet marcio mentre mi rotolo Dentro a lenzuola verdi o in lenzuola rosse Piene di macchie bianche a forma di merlo O cinepresa - sono Le 15 e zero zero dell'alba, I vermi hanno già cominciato le loro operazioni Il ragno in confronto è un architetto io Mi immedesimo negli animaletti entro Nella pelle di una lampada riesco a empatizzare Con un rubinetto che goccia, con un Pacchetto di sigarette riverso su un fianco Lungo una strada polverosa con un giornale da bar Letto e riletto e gonfio – Quasi sveglio strisciando i piedi come lenti cingolati Nella combustione della luce, la mente Un petalo insonnolito che galleggia In una pozza d'acqua dipinta In una stampa cinese e questa cosa Enorme e pesante su di me - Dove sono le chele, le tue sottili chele, Dove sono i pomeriggi di gambe accavallate perché Vedo tutto in astratto tutto come fosse Deragliato fuori e rosicchiato - Lo zucchero nel caffé freddo non si scioglie E gli altri si mimetizzano meglio di te, comunque Alla cosa e enorme e pesante che ti segue attraverso I cucchiaini dei giorni non ti aiuta La musica messa su come potresti Tirare giù il finestrino di una macchina in corsa In aperta montagna per liberare l’abitacolo Dal fumo, non ti aiuta nonostante I due passi di danza accennati fra le piastrelle Degli anni 60, anni d'oro e piastrelle che hanno visto piedi Nudi calpestarle prima di salire su un furgoncino con un Acido sotto la lingua, ma quella credo fosse L'america anche se tutti i professori con i baffetti Con le gambe stese sotto alle cattedre dicono Che loro c'erano che "Il 68 in Italia altro Che adesso" il 68 in Italia quello sì che Ha lastricato strade, puoi ancora vederle Finire tutte Inevitabilmente Davanti a qualche sedia. Ma ho davvero bisogno Di fare polemica? O l'idea di rivolta permanente Si perde in ogni caso come i guanti in inverno? Questa cosa enorme su di me I morti che canticchiano fra sé e se Non questi desolati apocalittici industriali Né le file di cravatte a Roma nessun angolo Basso Basso Basso Fermissimo come un sasso non posso Sfuggire questa cosa enorme su di me che mi segue Avvocati in completo marrone cravatta blu e camicia A quadretti con un angolo del collo Incastrato male oppure avvocati che dormono Cose terribili, piogge, mani che frugano Piedi sporchi, ambulanze, allarmi, Il vento che di notte fa sbattere la porta Era scritto sotto le piante dei miei piedi che La profondità non si misura in spazio Ridendo nel mattino spedendo un telegramma Fissando le nuvole sulle antenne delle lumache La sera può andare bene e può andare bene il pomeriggio Una volta ero felice, felice Come può essere un assioma, rinchiuso Fra le fredde sbarre della verità. La risacca porta menti debolissime infiacchite Come braccia distese su un fianco vicino A un corpo rinsecchito in una notte qualsiasi Non ci stiamo chiedendo la cosa giusta La pagina non è mai stata scritta, qualcuno Annota presagi in piccoli libretti rossi Dove poi tutti ci ritroveremo a danzare Questa cosa enorme e pesante che mi segue Più di un ombra che non scompare col buio 17 giorni di pioggia – penicillina – Accorgersi di piccole particelle che aleggiano Per l'aria come minuscole indifferenti galassie E l'acqua nella ciotola del cane che esiste ugualmente E così questa vena e i tuoi piedi freddi, Una falsa calma ci coinvolge come un occhio Che fissa una roccia, assecondati al tempo che passa (non è vero) Ho visto una fiaccola nella notte un uomo che urlava Da una finestra usciva un gran fumo e altri uomini Si rincorrevano ce n'era uno più magro, scalzo, io Ero lì e fissavo la scena da un primo piano e questo Lo dico adesso affatto sicuro di non averlo sognato – così stanco La mia testa che si fissa in uno specchio oppure passa Di mano in mano la mia testa che accarezza Le altre teste gli sosta silenziosa vicino una gruccia Attaccata alla base del collo e corde sulle spalle Dondolando come un altalena appeso Come un aquilone alle estremità di questa Cosa enorme e pesante che non bagna Kurt cobain morto sepolto da 14 anni giovane Per sempre, come un quadro come una piramide La morte infila spilli dove pensavamo di non avere carne Stiamo sorridendo al ladro siamo così tristi Da così tanto tempo trascinando buste della Spesa verso un frigorifero avanti e indietro La televisione ci sosta dentro come un organo Che non si ammala mai ma non sorride A nessuno degli altri organi e Fellini non può fare Niente non può fare niente la fotografia e nemmeno Una ragazza giapponese che registra 25 video Intitolati "senza fare niente" e li posta su youtube (http://it.youtube.com/watch?v=uDMCnpuZjEQ&feature=related) Gesù sta per finire sulle magliette e comunque Non aveva lasciato nessuna istruzione per liberarsi Da questa cosa enorme e pesante che non mi vuole Lasciare andare e mi sorprende mentre con la schiena Spezzata in una macchina alle undici del mattino Infastidito dal sole piego il collo sul sedile maledicendo La luce e tutto quanto viene illuminato soprattutto I miei occhi – che non pensano ai tuoi, non lo Hanno mai fatto, (qualcuno dice) Non lo possono fare Caffettiera che si atteggia a Neruda di primo mattino (14 e zero zero) Canottiera sporca divenuta una seconda pelle i maestri Sono più presuntuosi d'un poeta con la voce roca Alla fine del fatto restano fredde ossa quasi sempre In numero dispari, ma cosa ci si poteva aspettare Da una sequenza di cattive abitudini che qualcuno Chiama la sua vita o la tua vita i manichini ci fissano Sprezzanti dalle vetrine i cani sono i padroni dei padroni Il futuro sarà dividere l'umido dal secco la carta dal vetro Accorgersi che in un'altra galassia a una distanza onesta Come quella in cui si trova la terra sia assolutamente Plausibile che dei pesci stiano nuotando (meno che si Emozionino per cose come i quadri astratti o un paio di piedi) E tutto questo potrebbe apparire serenamente vero e osceno Ma i carrarmati sono in viaggio da qualche parte trascinando Rumori metallici e pensieri e mani di bambini certe strade Sono piene di nebbia e senti passare Le macchine senza vederle l'america è una lucertola Caduta dentro a una piscina vuota - Salomé, Ofelia, Desdemona, smettete di baciarvi Dentro alle darkroom dove avvocati fanno tirare Fuori il cazzo ai panettieri scambiandosi numeri Di cellulare a cui non risponderanno mai più Io c'ero ero seduto su una poltrona rossa Fumando una sigaretta pensando a Massimo Sannelli ma Ho promesso di non raccontarlo a nessuno nemmeno ai Morti che continuano a chiacchierare tra sé e se Vorrei solo liberarmi da questa cosa enorme e pesante Sopra di me vorrei solo essere lasciato andare Come un sentimento Come un'idea Come una cosa verde che scompare in mezzo Ad un enorme prato In un mattino di campi gelati visto da un'autostrada. Voto medio: 10.0, voti ricevuti: 2 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Interno di Alessandro Ansuini 111 letture
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