Perdere i guanti

ritratto di Alessandro Ansuini
A-Poesia


E all'improvviso dopo qualcosa di lunghissimo
Tipo un tubo tipo 634 ore
Esce fuori il sole e mi viene a stanare dal mio
Bouquet marcio mentre mi rotolo
Dentro a lenzuola verdi o in lenzuola rosse
Piene di macchie bianche a forma di merlo
O cinepresa - sono
Le 15 e zero zero dell'alba,
I vermi hanno già cominciato le loro operazioni
Il ragno in confronto è un architetto io
Mi immedesimo negli animaletti entro
Nella pelle di una lampada riesco a empatizzare
Con un rubinetto che goccia, con un
Pacchetto di sigarette riverso su un fianco
Lungo una strada polverosa con un giornale da bar
Letto e riletto e gonfio –
Quasi sveglio strisciando i piedi come lenti cingolati
Nella combustione della luce, la mente
Un petalo insonnolito che galleggia
In una pozza d'acqua dipinta
In una stampa cinese e questa cosa
Enorme e pesante su di me
- Dove sono le chele, le tue sottili chele,
Dove sono i pomeriggi di gambe accavallate perché
Vedo tutto in astratto tutto come fosse
Deragliato fuori e rosicchiato -
Lo zucchero nel caffé freddo non si scioglie
E gli altri si mimetizzano meglio di te, comunque
Alla cosa e enorme e pesante che ti segue attraverso
I cucchiaini dei giorni non ti aiuta
La musica messa su come potresti
Tirare giù il finestrino di una macchina in corsa
In aperta montagna per liberare l’abitacolo
Dal fumo, non ti aiuta nonostante
I due passi di danza accennati fra le piastrelle
Degli anni 60, anni d'oro e piastrelle che hanno visto piedi
Nudi calpestarle prima di salire su un furgoncino con un
Acido sotto la lingua, ma quella credo fosse
L'america anche se tutti i professori con i baffetti
Con le gambe stese sotto alle cattedre dicono
Che loro c'erano che "Il 68 in Italia altro
Che adesso" il 68 in Italia quello sì che
Ha lastricato strade, puoi ancora vederle
Finire tutte
Inevitabilmente
Davanti a qualche sedia.

Ma ho davvero bisogno
Di fare polemica?

O l'idea di rivolta permanente
Si perde in ogni caso
come i guanti in inverno?

Questa cosa enorme su di me
I morti che canticchiano fra sé e se
Non questi desolati apocalittici industriali
Né le file di cravatte a Roma nessun angolo
Basso
Basso
Basso
Fermissimo come un sasso non posso
Sfuggire questa cosa enorme su di me che mi segue
Avvocati in completo marrone cravatta blu e camicia
A quadretti con un angolo del collo
Incastrato male oppure avvocati che dormono
Cose terribili, piogge, mani che frugano
Piedi sporchi, ambulanze, allarmi,
Il vento che di notte fa sbattere la porta
Era scritto sotto le piante dei miei piedi che
La profondità non si misura in spazio
Ridendo nel mattino spedendo un telegramma
Fissando le nuvole sulle antenne delle lumache
La sera può andare bene e può andare bene il pomeriggio
Una volta ero felice, felice
Come può essere un assioma, rinchiuso
Fra le fredde sbarre della verità.

La risacca porta menti debolissime infiacchite
Come braccia distese su un fianco vicino
A un corpo rinsecchito in una notte qualsiasi
Non ci stiamo chiedendo la cosa giusta
La pagina non è mai stata scritta, qualcuno
Annota presagi in piccoli libretti rossi
Dove poi tutti ci ritroveremo a danzare
Questa cosa enorme e pesante che mi segue
Più di un ombra che non scompare col buio
17 giorni di pioggia – penicillina –
Accorgersi di piccole particelle che aleggiano
Per l'aria come minuscole indifferenti galassie
E l'acqua nella ciotola del cane che esiste ugualmente
E così questa vena e i tuoi piedi freddi,
Una falsa calma ci coinvolge come un occhio
Che fissa una roccia, assecondati al tempo che passa
(non è vero)
Ho visto una fiaccola nella notte un uomo che urlava
Da una finestra usciva un gran fumo e altri uomini
Si rincorrevano ce n'era uno più magro, scalzo, io
Ero lì e fissavo la scena da un primo piano e questo
Lo dico adesso affatto sicuro di non averlo sognato –
così stanco
La mia testa che si fissa in uno specchio oppure passa
Di mano in mano la mia testa che accarezza
Le altre teste gli sosta silenziosa vicino una gruccia
Attaccata alla base del collo e corde sulle spalle
Dondolando come un altalena appeso
Come un aquilone alle estremità di questa
Cosa enorme e pesante che non bagna
Kurt cobain morto sepolto da 14 anni giovane
Per sempre, come un quadro come una piramide
La morte infila spilli dove pensavamo di non avere carne
Stiamo sorridendo al ladro siamo così tristi
Da così tanto tempo trascinando buste della
Spesa verso un frigorifero avanti e indietro
La televisione ci sosta dentro come un organo
Che non si ammala mai ma non sorride
A nessuno degli altri organi e Fellini non può fare
Niente non può fare niente la fotografia e nemmeno
Una ragazza giapponese che registra 25 video
Intitolati "senza fare niente" e li posta su youtube
(http://it.youtube.com/watch?v=uDMCnpuZjEQ&feature=related)
Gesù sta per finire sulle magliette e comunque
Non aveva lasciato nessuna istruzione per liberarsi
Da questa cosa enorme e pesante che non mi vuole
Lasciare andare e mi sorprende mentre con la schiena
Spezzata in una macchina alle undici del mattino
Infastidito dal sole piego il collo sul sedile maledicendo
La luce e tutto quanto viene illuminato soprattutto
I miei occhi – che non pensano ai tuoi, non lo
Hanno mai fatto, (qualcuno dice)
Non lo possono fare

Caffettiera che si atteggia a Neruda di primo mattino (14 e zero zero)
Canottiera sporca divenuta una seconda pelle i maestri
Sono più presuntuosi d'un poeta con la voce roca
Alla fine del fatto restano fredde ossa quasi sempre
In numero dispari, ma cosa ci si poteva aspettare
Da una sequenza di cattive abitudini che qualcuno
Chiama la sua vita o la tua vita i manichini ci fissano
Sprezzanti dalle vetrine i cani sono i padroni dei padroni
Il futuro sarà dividere l'umido dal secco la carta dal vetro
Accorgersi che in un'altra galassia a una distanza onesta
Come quella in cui si trova la terra sia assolutamente
Plausibile che dei pesci stiano nuotando (meno che si
Emozionino per cose come i quadri astratti o un paio di piedi)
E tutto questo potrebbe apparire serenamente vero e osceno
Ma i carrarmati sono in viaggio da qualche parte trascinando
Rumori metallici e pensieri e mani di bambini certe strade
Sono piene di nebbia e senti passare
Le macchine senza vederle l'america è una lucertola
Caduta dentro a una piscina vuota -
Salomé, Ofelia, Desdemona, smettete di baciarvi
Dentro alle darkroom dove avvocati fanno tirare
Fuori il cazzo ai panettieri scambiandosi numeri
Di cellulare a cui non risponderanno mai più
Io c'ero ero seduto su una poltrona rossa
Fumando una sigaretta pensando a Massimo Sannelli ma
Ho promesso di non raccontarlo a nessuno nemmeno ai
Morti che continuano a chiacchierare tra sé e se
Vorrei solo liberarmi da questa cosa enorme e pesante
Sopra di me vorrei solo essere lasciato andare
Come un sentimento
Come un'idea
Come una cosa verde che scompare in mezzo
Ad un enorme prato
In un mattino di campi gelati visto da un'autostrada.


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