Fino all'osso

ritratto di maiko dirtyinbirdland
A-Poesia
Lei era una a cui i maschi venivano dentro. Una con le parole appese in bocca e il labbro rosso, dopo. Una cesta per i panni sporchi,  residuo di alluvione. Una stanza in disordine, un bicchiere sbriccato. Un lavandino col residuo d'acqua al fondo. Lei portava i morsi al pane e al piatto dieci dita. Lei era una da tenere ferma, a pancia sotto. Non pensava, non fiatava, non parlava. E si allagava a dirotto. Lei era il piede franto della sedia, il moccio al naso ma con il viso contro il muro. Lei era quel residuo che non scrosti. Lei era un mugolio stirato in mezzo ai sogni, occhi sbarrati nella notte. Lei era un ventre svuotato col cucchiaio e un ferro monco. Lei era sottovesti andate a male, mestruo ceduto di nascosto. Era una pustola nel sapore del mattino, un vaso senza il coccio. Mi innamorava quel suo prezioso diradare della mente, ad ogni colpo. Aveva mezzo cuore, e spezzato fino all'osso.

Voto medio: 8.7, voti ricevuti: 3


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sempre grazie.

Mi piace molto come

Mi piace molto come scivolano le immagini. Una tenuta ritmica notevole. Complimenti.