TRIONFO

ritratto di Billoni G.
A-Poesia

Sono morto in un lutto che s’alza e s’abbassa
un incalcolabile coito di ombra e di luce.
Fra le dita che tremano pochi margini restano
per l’inascoltato suicidio in parodia di carta.
E non per sfregolii di carne in trionfanti graticole
consumo del pianto il suo stesso dolore.

Fino in fondo sorseggio l’impotenza di un’arte
lanciata ora in marea ma in deserto assorbita.
Occhi occhi e occhi  aprono nel tempo la pelle
ognuno a strappare il primo e l’ultimo arrivo.
Senza labbra il sorriso è ora un ghigno
non esprime non beve e non mangia.

E chi siete voi di me quasi uguali fantasmi
che illusori fra noi sdoppiate o unite la strada.
Mani fitte e strette in patti di rancido sangue
a formare una gabbia inchiodata a una belva.
Non vi avrò e non mi avrete come cavia parlante
fra cunicoli porte finestre e senza pareti le stanze.

D’aria un velo avvolge ogni frase d’opaco
toglie lucido e smalto a ogni volto che arriva.
Più non sono dov’ero nè non resto per molto
ornamento frattaglia brandello o che sia .
La mia morte è un guerriero che avanza
luminosa armatura stretta come un’amante.
 

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