SPRUZZ - Stefano Calligaro

ritratto di Spruzz
Rubriche

A Cura di Daniela Lussana


#9

STEFANO CALLIGARO
Italia 1976

L'arte è linguaggio, è comunicazione, tramite dei simboli e delle regole che ne convalidano l'uso permette la trasmissione di informazioni. Il linguaggio è vocale, visivo, gestuale… I vari artisti scelgono o seguono per istinto una linea di dialogo per la creazione delle loro opere.
L'arte che Calligaro crea è una forma di linguaggio silenziosa in termini sonori ma assai loquace e viva dal punto di vista visivo. Come per ogni linguaggio, la sua arte nasce da un pensiero che rielaborato crea un risultato, si materializza. Da buon inventore organizza i pensieri, coordina i vari materiali e crea disegni e architetture. Ogni sfera culturale produce in lui idee: architettura, design, grafica, musica folk…

Tre domande all'artista:
Chi è Stefano Calligaro? Uno scultore, anche se disegno molto e passo molto tempo a rovistare in montagne di vinili di musica folk, mi piacciono le cose anni 70, non ho 1 buon rapporto con la tecnologia e vorrei che casa mia avesse le ruote per potermi svegliare ogni giorno in un posto diverso.
Cosa ti affascina dell'architettura? I particolari, i bulloni enormi degli edifici, le finestre, le superfici, le porte, i pavimenti, gli angoli retti, il modo in cui un materiale si accosta ad un altro. Sono molte le cose che mi piacciono dell' architettura, in un certo senso sono le cose che mi affascinano, in scala più piccola, nella grafica e nel design. E' questione di forme e del modo in cui queste si rapportano con quello che le circonda, il modo in cui si incastrano ad altre forme che le fiancheggiano o contengono. Ho sempre pensato agli edifici e agli oggetti come forme inserite in un contenitore. In questo momento ad esempio sto pensando ad un disco in vinile che viene spinto dentro la sua custodia di cartone, è un immagine che riassume tutto quello che ti ho appena detto.
Come si struttura la giornata di un'artista? Cerco di alzarmi presto. Di solito, quando ho un computer che mi permette di connettermi, guardo la posta davanti ad una tazza di caffé e rispondo se qualcuno mi ha scritto; se mi trovo in un luogo che non conosco cerco di fare tutto questo in un bar con una grande finestra che mi permette di guardare fuori, poi passeggio con le cuffie nelle orecchie per un po', metto su carta le cose che mi vengono in mente ed inizio a lavorare. Tutto questo dipende in primo luogo dal progetto a cui sto lavorando, cerco comunque di darmi orari precisi ogni giorno per lavorare sempre in modo costante. Suono e faccio tutto quello che ritengosia importante, distrazioni comprese, per poi rimettermi al lavoro e distrarmi nuovamente, rimettermi al lavoro e distrarmi e costruire.


Ultimo lavoro:

Sculture ma senza pietra, plastilina, gesso, bronzo…
Sculture ma non raffigurazioni di persone, animali, flora, oggetti…
Sculture inconsuete, dalle forme divertenti e dai colori vivaci. Quelle che Calligaro ci propone sono costruzioni architettoniche, modelli di fabbricati nati nei suoi pensieri e resi reali grazie a cartone, colla e colore.
Sono forme mentali che possono nascere da qualsiasi elemento che circonda l'autore e si materializzano in interessanti, ed allo stesso tempo stravaganti, sagome. Come per la più tradizionale architettura alla base di queste opere è la geometria a farla da padrone, l'artista progetta e realizza seguendo le regole della misura e della forma, dando importanza agli angoli e alle linee che determinano poi il risultato dell'opera. Architetture create con righello e squadra, forme millimetrate ma libere nella loro composizione.

http://www.spruzz.eu/immagini_calligaro.htm


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