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Pensieri sparsi
pubblicato da Seven il 2 Novembre, 2007 - 7:18pm
Racconto
La lavoro va di merda.
Da due settimane sono in ferie forzate. All’inizio questo stato di precarietà mi rendeva inquieto. Poi è affiorato il solito vecchio concetto dell’allucinazione. Il mondo non è reale. Dovrei preoccuparti per qualcosa che non esiste? Dovrei preoccuparti del mutuo delle casa, della sopravvivenza? Queste cose hanno una comunque soluzione semplice: l’adattamento a nuove situazioni. Quali? Cercare un altro lavoro, comperare una casa più piccola, vendere l’auto e utilizzare solo la motocicletta… A proposito…Quella …arriverà tra quindici giorni. Non vedo l’ora.. Ieri pomeriggio ho camminato in città sotto la pioggia. La città, previdente si è coperta di ombrelli, sa che non un suo angolo si salverà. La pioggia è imparziale: bagna il palazzo del duca ei quartieri del popolo. La pioggia bagna il ricco ed il povero, il vecchio ed il ragazzino, ci rende tutti ridicoli allo stesso modo, la pioggia non fa distinzioni, sono gli essere umani che le fanno. Credo nella spiegazioni biologica e non nell’illusione metafisica , quindi anche ciò che scrivo è senza valore, serve solo a descrive come la tendenza naturale dell’uomo al piacere posso incagliarsi in seghe mentali, paure e falsi miti. Nulla di strano, tutto nella norma. Raccontarlo è solo un modo per passare il tempo. La verità è il fiume che nasce da nessuna montagna e non arriverà in nessun oceano. Semplicemente un inizio indeterminato ed una fine incerta C'è un uomo seduto sotto un castagno che ha scommesso con Dio che riuscirà a mangiare castagne senza pungersi, c'è un Dio che non conoscendo la sua lingua non sa che perderà una scommessa. I topi sono i veri padroni del mondo, e come tutti i veri padroni non fanno proclami di vittoria, semplicemente si moltiplicano seguendo le regole perfette della matematica. A proposito di matematica i numeri hanno lo scopo di definire un numero definito di posti vuoti. Una volta riempito il teatro gli altri resteranno fuori. I topi lo sanno e semplicemente riempiono il mondo di se stessi, non hanno la consapevolezza del singolo, si vedono come moltitudine per questo vinceranno. Io non ci sarò, e nemmeno Lei ci sarà. L'aquilone vola, il tuono ha dato il suo colpo, la morte non merita rispetto, la vita non merita paradiso, solo l'amore, nella sua eccezione, è qualcosa di eccezionale come il tesoro che nessun pirata ha mai trovato e seppellito. C'era un tucano che viveva in gabbia al numero 1000 di Santa Monica, aveva un becco giallo e gli occhi blu. Sembrava felice. La libertà che si toglie alla bestia viene ricompensata da una vita senza lo stress della sopravvivenza. Il paradosso aiuta a capire che solo l'anarchia soggettiva è degna di definire soggetto qualsiasi soggetto. Altrimenti si è "cose" che pur respirando sono incapaci di sentirsi vive. Voto medio: 0.0, voti ricevuti: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Interno di Seven 365 letture
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