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   Domenica, 01 Agosto 2010



Destino Bastardo

ritratto di Seven
Già ti vedo al bancone del bar mentre rimani con il solito Jack Daniels tra le mani.
Leggo i tuoi pensieri, percepisco ogni tuo singolo movimento. Non ti muovi affatto
bene. I tuoi gesti non trapelano sicurezza . Il tuo conscio misura la piccola
stanzetta neurale percorrendo le sinapsi avanti ed indietro come un pazzo.
“Cerca di stare composto, puoi farcela. Alza le spalle, controlla il movimento del
braccio e cerca di non abbassare lo sguardo di fronte alla barista”…ecco
così…Ora pensiamo, una frase seriosa ma non troppo, qualcosa di ironico.
Possiamo farcela.”
“C’è stata poca gente vero oggi?”…

Ma no! E che cazzo.

Lo so che ti sei allenato davanti allo specchio, magari leggendo in un libro qualche frase intelligente da poter dire, ma quel maledetto conscio non se ne vuole stare fermo, su e giù per quella funesta stanzetta neurale, su è giù con un lista dei difetti tra le mani elencati ad alta voce.

L’orgoglio grida come un pazzo. Fregatene, sbattitene i coglioni. Sciolto, scazzato non preoccuparti sei il migliore.

Ricordati anche che qualsiasi cosa tu dica il Lenny Kravitz che c’è in te acconsentirà inglobando nella capigliatura disordinata il maestrino schizofrenico con la lunga lista.

Ora ti vedo…sei più sciolto. Ti avvicini strattonando la sedia verso di te,con classe la ruoti di circa quaranta gradi, quanto basta per poterti sedere senza sprecare altre energie.

Parli lentamente controllando esattamente il timbro della voce. Mi guardi dritto negli occhi cercando di percepire ogni mia minima debolezza. Le tue pupille grandi come un occhio di bue teatrale in un campo di calcio si sintonizzano sulle
mie.

Passano in rassegna nelle tue orbite ancora Lenny Kravitz, poi un cattivo Marylin Manson, ed un the Boss che canta a squarciagola “Born in the Usa”.

Sei molto più sicuro, hai il gioco tra le mani, i mobili, gli specchi e la gente nel locale sono parte integrante di te, lo senti, ogni tuo respiro è il respiro di tutto quel mondo.

Ma proprio in quell’instante il mondo si fissa. Un brivido lungo la tua schiena, l’ombra di due bieche figure si allunga nella stanza. Li riconosci, eccoli... i tuoi amici di infanzia.

Ti toccano e sconquassano qua e là, uno di loro arriva ad infilarti il dito persino in un orecchio mentre l’altro ti tocca in mezzo alla gambe gridando un barbarico “E’ qui la festa?”…

La barista sorride e poi ride. Lenny Kraviz inciampa sul palco e sbatte contro Marylin Manson... vola nell’aria la lista del maestrino planando perfettamente nell’ugola del Boss che vomita disgustamene sul pubblico. I tuoi occhi si spengono
come i lampioni di San Siro dopo un Juve-Milan sei a zero.

The End...

Domani sarai di nuovo qui. Lo so che ci riproverai. Ti aspetterò al solito posto, io, che sono il tuo destino bastardo.


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