Poi ho creduto

ritratto di Seven
Racconto
Credevo che l’amore fosse quel buio morbido e liquido fatto di rumori soffusi e lontani e quel ritmo che sentivo battere sempre più forte.

…Poi ho creduto che l’amore fosse quella flashata di luce e quelle voci tutte intorno a me come se fossi la cosa più importante del mondo, ma poi ho capito che non era nemmeno quello.

…Allora ho creduto che l’amore fosse quello che mi aspettava ogni giorno tornando da scuola e che se fossi andato bene o male, alla fine, lui era comunque l’amore e su di lui potevo contare, anche se a volte aveva la faccia arrabbiata.

Ma poi capii che non bastava contare su di lui, bisognava anche che qualcuno contasse su di te.


…Poi ho creduto che l’amore fosse una palla da prendere a calci appena finiti i compiti.

…Poi ho creduto che l’amore avesse gli occhiali, e sotto questi due occhi meravigliosi… e ancora più giù un sedere sottovalutato da tutti quelli che si fermavano alle lenti.



Non riesco a ricordare come Lei si chiamasse, ma mi ricordo un gioco della bottiglia e il mio naso che sbatteva contro la sua montatura e quello strano, fantastico sapore che ti rimane in bocca.

…Poi l’amore non era più così.

L’amore era divenuto il viaggio.

Bello come il sole che si vede da un aeroplano, che ti sembra lo puoi toccare.

Bello come un pianeta che ti fa innamorare e lo vuoi vedere tutto, conoscerlo per intero.

Ma non era nemmeno quello.

Poi l’amore di cui mi avevano parlato finalmente arrivò.

Tornando a casa milioni di facce vennero cancellate da una.

L’amore era una donna. Un donna che dava senso, non so se mi spiego, senso ai giorni… che l’amore dia il senso alla vita si è detto e ridetto e in linea di massima siamo tutti d’accordo, ma che uno posso davvero provare cosa significa..beh …



Poi di nuovo tutto buio, i rumori soffusi, il bisogno di nuovi desideri che spingono a ricercare all’infinito, la consapevolezza di un’aspettativa che sposta l’arrivo sempre un po’ più in là.



Tutto cambia ogni volta.

Tutto cambia ogni volta.



....

Si hanno intuizioni continue ma ho scoperto da tempo che ne può fare a meno, e poi le intuizioni sono sempre mezze verità, il senso dell'inutile che segue una scoperta non testabile.

Mah...



L’Harley va alla grande, i milleseicento centimetri cubici spingono forte, gli scarichi s&s danno l’anima al mezzo e ogni volta che premo il pulsante dell’accensione il sogno delle hightways americane si materializza sulla pianura padana.

Andare in moto sta diventando una droga, l'unico modo per dimenticarmi di me stesso, il modo migliore per provare il gusto di ritrovarsi, perchè è assolutamente vero che andando non si ha bisogno di altro che di benzina e di strada.

E’ l'attimo che ora m'interessa, come se l'attimo fosse un pezzo di spazio dove atterrare quando lo si desideri.
L'eterno che diventa raggiungibile come qualsiasi luogo di cui si conoscono le coordinate

Voto medio: 10.0, voti ricevuti: 1