Scrivere

ritratto di Seven
Libero forum


Nulla.



Il nulla tra le connessioni sinaptiche del cervello. Nulla. Richiamo energia da un

non luogo e le uniche cose che affiorano visibili di fronte ad occhi non visibili

sono le nuvole, il cielo, un banco di scuola e la mia testa bassa. L’energia

richiama i ricordi. Forza talmente potente da distorcere queste immagini

bidimensionali, talmente potente da cambiare i colori del passato. Il blu era più

blu,il giallo più giallo,la lavagna più grande, e la paura di essere accettato più forte.

Scrivere. Scrivevo. Le informazioni provenienti da quel non luogo erano così

vive, così fluenti nel loro crearsi ed essere indirizzate alla mano, talmente surreali

che la parola non bastava a definirli. Là non esistono consonanti doppie,

accenti, aggettivi, figure retoriche o la sintassi corretta perché tutto è superfluo.

Non capite il mio pensiero? Rinchiuderlo dentro una lunga serie di definizioni,

nelle regole letterarie e grammaticali in questi dogmi creati da professori limita la

mia energia.

Non capite che gli alberi sono solo verdi e con le foglie larghe? Ed il sole? E’

giallo e grande... ma non del vostro giallo… il mio è di un colore diverso. Eppure

non esiste altra definizione nella lingua italiana . Per far comprendere questa parte

di luce bisogna compararla con oggetti ed usare la fantasia.



La fantasia









“Maestra, io non riesco a scrivere, non so le parole”… Scrivi le parole che sai e

utilizza la fantasia”…

Il mio giallo è un foglio bianco. Lo si appoggia su un prato, là, sotto il sole.

Mentre il raggio colpisce quello spazio quadrettato, si prende un pennarello

Carioca e si rimarca quel vuoto colpito dal gigante luminoso. Ecco questo è il mio

giallo. Ma devo proprio dirvi tutto?

La risata è un pallone, il grigio è la nebbia, l’amore l’odore di clorofilla, la

matematica energia controllata che fa paura. La mia energia non si controlla,

arriva come un’onda e sommerge il nulla, si ritira verso il suo mare e lascia oggetti

che vanno raccolti immediatamente. Raccogliere quelle figure di memoria

appartenenti ad altro tempo ed altri luoghi, uniti a questo mondo relativo da un

canale invisibile chiamato nulla, dove la costante del tempo non esiste, esiste

l’assoluto e non vi è né passato né futuro ma un unico tempo che è l’eterno,

scatola infinita che racchiude il tutto e sé stessa.

“Hai scritto soprattutto con la doppia T… la e va accentata” “Si lo so… lo

so… scusate gli errori ” ma non avevo tempo per le vostre regole. Ho corso sulla

spiaggia di un universo parallelo trattenendo il fiato, afferrando velocemente nelle

mani tutto ciò potevo, di fretta, perché nel nulla non si respira. Il mio corpo non

è costruito per quel tempo eterno. Il mio movimento relativo si contrapponeva

all’assoluto e avrei rischiato di morire. E poi di che avrei parlato ? Forse solo

della mia giornata, dei miei genitori se alti o bassi, castani o biondi, del mio

animale preferito se cane o gatto, dal pelo lungo o dal pelo corto, e del vostro

giallo solo giallo senza errori grammaticali. Preferisco parlarvi con altri occhi.



Occhi della fantasia e di una grammatica surreale.


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