READY…STEADY…START!

ritratto di guia cortassa
Approfondimenti



Una domenica pomeriggio di settembre, nel weekend dedicato da Milano all’arte contemporanea. Un’iniziativa nuova, navette gratuite che accompagnano i visitatori in percorsi guidati per le gallerie d’arte dell’associazione Start. Un’artista, una critica, un fisico e un ingegnere si imbarcano per quest’avventura…

Partiamo dall’antefatto: Start, l’associazione che riunisce alcune tra le più importanti gallerie d’arte contemporanea milanesi, quest’anno ha fatto le cose veramente in grande; un weekend per celebrare l’inizio della stagione, con le inaugurazioni in contemporanea venerdì 21 settembre, le gallerie aperte tutto il fine settimana fino alle 21, e un party in Triennale Bovisa la sera di sabato 22. Inoltre, sabato e domenica pomeriggio, a disposizione degli utenti, nove tour guidati gratuiti che accompagnavano gli appassionati d’arte lungo tre itinerari per visitare le gallerie dell’associazione.
E proprio durante la festa di sabato sera è venuta l’idea di prendere una delle navette il pomeriggio seguente, approfittando dell’iniziativa. Optiamo per la partenza delle 17 (le altre sono alle 15 e alle 19), anche se Veronica – pittrice new optical – non nasconde il desiderio di fare tutti e tre i giri, causando grande panico nel suo fidanzato Angelo, di professione fisico ricercatore.
Alle 15 Veronica e Angelo sono già in piazza Oberdan, punto di partenza dei pulmini, e ci avvertono di aver trovato solo i biglietti per la navetta delle 17 che va a Lambrate, le altre sono tutte occupate: a quanto pare l’iniziativa ha riscosso un enorme successo soprattutto per il pubblico meno specializzato.
In effetti, quando arriviamo anche io e Samuele (lui Ingegnere delle telecomunicazioni) ad attendere di partire c’è veramente una folla impensata, e altrettante sono le persone che si accaniscono contro la ragazza che distribuisce i biglietti, ormai finiti, come se fosse colpa sua.
Ore 17, le navette sono puntuali, tranne la nostra. Colpa l’itinerario troppo folto, e la distanza da percorrere troppo lunga, riusciamo a partire solo alle 17.45, e per non accumulare troppo ritardo il nostro tour viene mutilato: delle 15 gallerie previste ne visitiamo solo 4, e la cosa un po’ urta i partecipanti. Arriviamo infatti solamente in Via Ventura, nel presunto art district milanese mai effettivamente sbocciato, e in cui si sono relegati alcuni dei nomi più altisonanti dell’arte meneghina, come De Carlo e Minini. È veramente una zona decentrata e mal servita dai mezzi pubblici, quindi la possibilità della navetta è più che gradita. Gli spazi espositivi sono enormi, la differenza rispetto alle gallerie più centrali è macroscopica, per un attimo si ha la sensazione di scoprirsi in un’altra città. Le mostre ospitate, purtroppo, non sempre all’altezza del risalto che trovano solo per il nome dello spazio in cui si sono collocate. Quella più interessante, ironia della sorte, è l’installazione ambientale di Jorge Peris che ha trasformato la Galleria Zero… in un appartamento sventrato e in rovina, che come un organismo vivente subisce un processo di decadimento fisico. Lavoro possibile soprattutto grazie al prossimo trasferimento della galleria e del conseguente abbandono dello spazio di Via Ventura.
De Carlo sceglie per l’inizio di stagione “THE YAN PEI-MING SHOW”, artista cinese che inscena un talk show dell’arte, facendo partecipare ad ognuna delle sue opere un altro artista affermato; mentre Minini opta per Debora Ligorio e la sua concettuale interpretazione del Vesuvio. Klerkx fa cadere la scelta su Josef Schulz, giovane fotografo della scuola di Düsseldorf, allievo dei coniugi Becher e di Thomas Ruff, che riesce in maniera mirabile a fondere nel suo lavoro le due diverse direzioni dell’arte dei suoi insegnanti.
Ore 19, riapprodiamo in Piazza Oberdan, il nostro giro si è concluso, lasciandoci felicemente insoddisfatti.
Ma quali sono le impressioni dei miei compagni di viaggio?
“7+ a questa iniziativa della navetta gratuita di start (andrebbe comunque
ripensato il percorso, aumentato il numero delle vetture, insomma se si
promette qualcosa è buono poterla mantenere), a mio modestissimo avviso
l' arte "non è un passatempo della domenica” ma ognuno è libero di impegnare il proprio tempo libero come crede e se queste iniziative possono servire ad avvicinare anche i non addetti ben vengano, ma che almeno venga garantito il percorso a chi ha
passato come minimo 2 ore a documentarsi leggendo comunicati stampa per
scegliere quali gallerie visitare! se poi il problema dipende dal fatto
che a monte sono mancate sovvenzioni, beh in questo caso allora come al
solito non c' è niente di cui stupirsi...” afferma Veronica, che delle mostre commenta “stufi di vedere lavori che necessitano di un comunicato stampa di
almeno 1000 battute per essere capiti, ma solo perchè ho un debole per la pittura
e anche perchè purtroppo sono riuscita a vedere solo 12 gallerie su 38. Ma anche 6+ a Josef Schulz e alla sua fotografia digitale”

“8 all'organizzazione del servizio navetta, anche se penso che avrebbero dovuto preparare dei percorsi più brevi e dare più tempo a ogni giro, troppe gallerie da vedere. 8 alla pubblicità dell'evento, soprattutto alla sera con concerti e parties vari, veramente tutti organizzatissimi sempre con servizio fotografico e videocamera. 6 agli artisti e alle opere. Magari sono proprio capitato nelle gallerie più all'avanguardia, ma tendenzialmente era proprio il tipo di opera che non mi incuriosiva nè colpiva molto (era la prima volta che vedevo quegli autori)” è il pensiero di Angelo, mentre Samuele afferma “Start la vedo come una buona iniziativa, nel complesso, penso che in questo modo il sistema dell'arte milanese si avvicini un po' al grande pubblico oltre che agli addetti ai lavori e agli appassionati di sempre. Trovo, inoltre, molto interessante il discorso delle navette con guida e qui mi ricollego a quello che ho appena scritto. Naturalmente ci sono anche i contro, perchè in effetti non si capisce se questo è un tentativo di risveglio da parte del sistema milanese per tenersi al passo con le capitali europee dell'arte o se, semplicemente, è il riflesso incondizionato di un paziente in coma. Questo dubbio rimane, ma è anche difficile per i privati smuovere una città senza il minimo appoggio dell'amministrazione pubblica. Sull'organizzazione sia dell'evento sia delle navette ho avuto un'impressione assolutamente positiva, forse i percorsi dovrebbero essere studiati meglio, ma su questo potranno sicuramente migliorare nelle prossime edizioni.”

Insomma, anche per i “non addetti ai lavori”, Start ha avuto un’impressione più che positiva. Anche se forse l’arte contemporanea rimane ancora uno scoglio concettuale per chi non è così abituato ad affrontarla nelle sue forme meno tradizionali. Del resto “All art has been contemporary” recita una celebre installazione di Maurizio Nannucci, e in fondo anche Francesco Bonami ultimamente ha affermato “Lo potevo fare anch’io!”

Guia Cortassa