LA BELLA ESTATE MILANESE

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Una serie di mostre più o meno prestigiose, un’indagine per pedofilia, una tragica morte, tante polemiche, e addirittura la censura. L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, per l’estate 2007, non sì è risparmiato proprio nulla.
Quella che avrebbe dovuto essere la più grande rassegna culturale mai organizzata per la stagione estiva all’ombra della Madonnina, ha immediatamente assunto i toni tragicomici di una commedia all’italiana. Dapprima, l’indagine e gli arresti domiciliari del primo collaboratore dell’Assessore, Alessandro Riva, a cui era stata affidata la curatela di Vade retro: Arte e omosessualità, mostra poi presa in carico da Sgarbi stesso. Poi, la morte improvvisa dell’altro consulente dell’Onorevole, il compianto Maurizio Sciaccaluga, su cui stava gravando la sventura dell’essere il curatore sottomesso per Arte italiana 1968/2007. Pittura. Mostra, anche questa, le cui redini sono state prontamente prese in mano dalla star comunale Vittorio Sgarbi.
Dopo queste tragedie, finalmente, le inaugurazioni. Rimandate, spostate, riprogrammate per mesi, le mostre milanesi hanno finalmente aperto i battenti. Ma anche qui, non poteva mancare lo scandalo, la polemica e la teatralità che tanto ama la Giunta in carica.
Tre opere esposte alla mostra Arte e omosessualità sono ritirate perché ritenute eccessivamente offensive per la morale: si tratta di una scultura raffigurante il Papa, di un fotomontaggio realizzato a partire dalla famosa foto dell’On. Sircana dal duo ConiglioViola, e di una fotografia di Paul Smith, raffigurante un ermafrodito nudo.
L’esposizione inaugura, blindatissima. Il giorno dopo il vernissage, però, ecco l’anatema del Sindaco Moratti: o altre dieci opere sono rimosse, o il comune toglie il patrocinio. La polemica infuria, e l’Assessore Sgarbi prende la decisione più giusta: piuttosto che la censura preventiva, meglio che la mostra non apra proprio. Si vocifera di spostamenti in altre città, gli intellettuali si schierano, il dibattito impazza. Era da molto tempo che l’arte contemporanea non riempiva le pagine della cronaca estiva; triste, purtroppo, il motivo che l’ha riportata alla ribalta. Ancora una volta Milano, e l’Italia, non sono state all’altezza del ruolo di centri d’arte internazionali. E il destino di Vade retro, nel puro stile del belpaese che sceglie di non scegliere, è rimandato a data da destinarsi.
Era il 1950 quando Cesare Pavese scrisse La bella estate, che gli regalò il Premio Strega. Riconoscimento che non arrivò mai a ritirare, perché il suo mal di vivere gli fece compiere il gesto estremo del suicidio prima della premiazione.
Chissà se l’Assessore Sgarbi questa cosa la sa…

Guia Cortassa