APPUNTO SU UNA FIGURA

ritratto di Paola Silvia Dolci
Prosa

Il mio genio è sempre stata un uomo, molti uomini, cinque o sei in almeno dieci anni; troppi per non avere ancora capito.

Sabbia negli occhi. Non mi sono mai limitata. Li ho accolti nella mia solitudine. Dal corpo della mia fantasia alla carne del mio maschio. Un possessivo idiota.

Ne scrivo al buio, sono piuttosto stanca. 

 

Questa creatura che mi somiglia nel modo strano dei fratelli. Meschinità e grandezza dell’autore la mia Musa; coincidenze, accordi, complicità.

Ho sempre nutrito l’esigenza che il mio fantasma mi amasse. Sono sempre stata convinta di amare il mio fantasma. Mi hanno sempre chiamata amorale.

 

 

So bene esistono amori di baci e amori di parole. Una volta lessi in un libro che amavo più la poesia dell’amore.

Lo so bene e lo so nelle idee, le viscere credono altro.

Io mi lascio guidare da un demone ingordo.

 

 

L’unico odore che venero è quello del mio amante. 

Eppure. Prima fu Polimnia. Quindi Talia, Melpomene, Calliope, l’ultima Erato.

Infedele. L’unico odore che venero è quello del mio amante. 

 

 

Che nella congerie entri tutto.

Il padre, l’autorità, l’acume, la sensibilità ah la sensibilità,  sacrifici d’acqua latte e miele. Esattamente.

 

[inconcluso]



Grazie infinite a Francesca,

Grazie infinite a Francesca, Morgen e Valentina per l’attenzione :)

se mi lasci non vale

lasciamo pur stare Clio ed Urania, che possono essere un po' pacco... ma Tersicore ed Euterpe si sentono un po' trascurate... :-)

*

Sergente non ho mai incontrato qualcuno che mi ballasse o riuscisse a rallegrarmi. Cercherò fra Muse femmine, proverò.

insomma ti sei fatta un

insomma ti sei fatta un sacco di scopate.

Il cervello maschile è

Il cervello maschile è spesso estremamente affascinante. Grazie della dimostrazione.

-e adesso vienimi a dire che ho scopato troppo poco :)

tu chiamala pure prosa. per

tu chiamala pure prosa.
per me resta poesia.
wow

Buongiorno...

… strana… originale questa tua composizione… non potevo non fermarmi a leggerla, con curiosa voracità…

“Li ho accolti nella mia solitudine” … non poteva non colpirmi questa frase…
… come anche “L’unico odore che venero è quello del mio amante. Eppure. Prima fu Polimnia. Quindi Talia, Melpomene, Calliope, l’ultima Erato. Infedele. L’unico odore che venero è quello del mio amante. Che nella congerie entri tutto. Il padre, l’autorità, l’acume, la sensibilità ah la sensibilità, sacrifici d’acqua latte e miele. Esattamente.”
… scusa se mi sono permessa di togliere la spaziatura/interlinea da te scelta (che peraltro trovo perfetta) per una mera questione di risparmio di spazio…
… vi leggo introspezione… ma non solo… le riflessioni potrebbero essere rivolte a se stessi ma anche ad altra persona…

è bella… da rileggere più volte… ed ogni volta le si può dare una nuova e diversa interpretazione… si possono ricevere nuove emozioni…

felice giornata…

Io direi che è una pagina

Io direi che è una pagina eccellente. 
Mi sento in empatia con tutte le tue espressioni.
Grazie per questa buona lettura. Triste si!
Ma buona.

Valentina