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APPUNTO SU UNA FIGURA
pubblicato da Paola Silvia Dolci il 18 Luglio, 2007 - 4:51pm
Prosa
Il mio genio è sempre stata un uomo, molti uomini, cinque o sei in almeno dieci anni; troppi per non avere ancora capito. Sabbia negli occhi. Non mi sono mai limitata. Li ho accolti nella mia solitudine. Dal corpo della mia fantasia alla carne del mio maschio. Un possessivo idiota. Ne scrivo al buio, sono piuttosto stanca. Questa creatura che mi somiglia nel modo strano dei fratelli. Meschinità e grandezza dell’autore la mia Musa; coincidenze, accordi, complicità. Ho sempre nutrito l’esigenza che il mio fantasma mi amasse. Sono sempre stata convinta di amare il mio fantasma. Mi hanno sempre chiamata amorale. So bene esistono amori di baci e amori di parole. Una volta lessi in un libro che amavo più la poesia dell’amore. Lo so bene e lo so nelle idee, le viscere credono altro. Io mi lascio guidare da un demone ingordo. L’unico odore che venero è quello del mio amante. Eppure. Prima fu Polimnia. Quindi Talia, Melpomene, Calliope, l’ultima Erato. Infedele. L’unico odore che venero è quello del mio amante. Che nella congerie entri tutto. Il padre, l’autorità, l’acume, la sensibilità ah la sensibilità, sacrifici d’acqua latte e miele. Esattamente. [inconcluso] 760 letture
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