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‘Et Schnabel et Ciccone’
pubblicato da Ilaria Ruggiero il 27 Giugno, 2007 - 9:16pm
Recensioni
![]() Per citare l’Assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. La definisce ‘Un’estate infuocata’ dall’arte e dalla cultura, questa tiepida stagione milanese appena nata. Un programma intenso, fitto, ma soprattutto, vario. E’ infatti la diversità delle proposte, l’originalità e la qualità delle scelte a rendere questo periodo degno di essere vissuto in città. In aperta competizione con Venezia e con le precedenti Amministrazioni, alimentato dal noto e spregiudicato coraggio, Sgarbi inaugura i primi dei tanti appuntamenti che caratterizzano il programma de ‘La bella Estate dell’Arte 2007’. Più di 66 concerti, 24 spettacoli teatrali per 95 rappresentazioni complessive, 44 film proiettati, e poi, 15 mostre dedicate ad artisti italiani e internazionali. Le prime due esposizioni aperte, una nei suggestivi spazi della Rotonda della Besana e l’altra in quelli più eleganti del Museo di Storia Contemporanea, esprimono l’idea di ciò che dovremo aspettarci. Innanzitutto la valorizzazione degli spazi, anche nel centro città. Perché guardare in periferia non vuol dire dimenticare le meraviglie nascoste di Milano. E poi il disorientamento. L’eclettismo è la regola di questa estiva manifestazione, dove si alterneranno tributi, omaggi, a proposte e novità. L’arrivo di Julian Schnabel alla Rotonda della Besana, intenso e sorprendente, accompagna l’incipit del programma. Sembra esserne stato eletto rappresentante, vista la multiformità e molteplicità espressiva. Una personalità ingombrante, nei modi, nella stazza e nello stile, che promette stupore. Effettivamente la mole della sua arte è tale da non lasciare dubbi sugli esiti: enormi tele, sovradimensionate, arrivano a toccare la cupola della Rotonda, chiudendo gli spazi in quattro sezioni laterali più una centrale, ripercorrendo così la struttura stessa della chiesa. Il semplice allestimento è stato concepito in modo da amalgamarsi perfettamente con l’ambiente neutro circostante, un ottimo medium fra le opere e le pareti. Schnabel ha scelto la libertà di cambiare forma ogni giorno, passando dall’action painting al mimetismo, dall’arte povera al citazionismo mitico e orientale. Inoltre, non solo le sue tele sono di grandi dimensioni, ma l’opera stessa tende a fuoriuscire dalla tela. Ogni tratto, come realizzato da un artista-gigante, sembra provenire da un fuori e proseguire verso un oltre. Dinamiche, in movimento, cangianti, le sue forme. Una modalità creativa reattiva alla realtà e al suo divenire. Gli stessi famosi piatti frantumati rimandano ad un ‘al di là’ della tela, la terza dimensione del reale. Tutt’altra ispirazione quella di Antonio Ciccone. Un ritorno all’essenziale verità del disegno. Il tratto soffice e delicato della matita per delineare appena un volto solo, un unico sguardo di angelo scrutato e studiato, amato, ripetuto e ritratto in più direzioni, sensi e angolature, quasi a volerne fare il ‘ritratto totale’. Un umiltà nel segno, come anche nei modi, a contrappunto della devota e divina rappresentazione. Uno scorcio sul panorama contemporaneo. D'altronde, sfatando la scolastica tentazione di datare l’arte, contemporaneo è ciò che ha il dono dell’ubiquità e della presenzialità, nella fruizione. In felice convivenza e nella totale diversità. Ilaria Ruggiero Julian Schnabel: Paintings 1978-2006 Rotonda di Via Besana Via Enrico Besana 12 Milano Info: 02 88465677 Antonio Ciccone-The Lydia Series Museo di Storia Contemporanea Via Sant’ Andrea 6 Milano Info: 02 88450150 550 letture
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