COntainer

ritratto di maiko dirtyinbirdland
A-Poesia


La bambina si chiamava Cina.
Rossa e snodata come gomma.

Per i capelli la mamma la prendeva
Ogni mattino sotto casa.

E lei voleva andare
Voleva sottostare

Senza interrompere di dentro
Quell’insistente giro

Con cui vagava di casa in casa
Nel quartiere prendendo le elemosine

Pagate per la perla trasparente
Racchiusa da lei gelosamente

Nelle dita. Cina portava
Un libro immaginario

Perfettamente in equilibrio
Sulla testa, osava una piroetta

Gelando il vento con la grazia
Della fretta sbarazzina

Ma gli occhi si perdevano ogni tanto
Intravedendo l’ingresso del container

Nel quale sotto cumuli di seta
La madre accompagnava nel silenzio

Uno per uno i suoi sette fratelli
In fila indiana soffocati dal gran caldo

Dello stanzone dei fili appesi agli aghi
Cerimoniale senza fiori morbido di stoffa

L’odore un poco dolce del dolore nell’amore.

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