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Robert Mapplethorpe. Quanta paura!
pubblicato da Ilaria Ruggiero il 30 Aprile, 2007 - 12:57pm
Recensioni
![]() Questa volta parlo di danza, anche se è l’arte la vera protagonista di questo spettacolo, in particolare, la fotografia. In occasione della giornata mondiale per la danza Milano invita Ismael Ivo, coreografo brasiliano, che ha presentato un suo assolo per raccontare l'eros attraverso il genio di Mapplethorpe. Lo spettacolo è stato realizzato nel 2002, a seguito di un incontro emozionante con Robert Mapplethorpe, alla fine degli anni ottanta, in cui Ismael Ivo fu fotografato proprio da Bob. Uno spettacolo lento, intimista, che propone simbolicamente la personalità, il lavoro e l’estetica di Mapplethorpe. Il corpo nero, lucido e statuario, di Ismael Ivo, cita, suggerisce e richiama il lavoro di Mapplethorpe, il suo studio, il suo universo erotico, la sua mente, di uomo e artista. In sequenza appaiono la sua vita, le sue rappresentazioni, le sue immagini in movimento, il suo speciale e controverso modo di rappresentare il corpo. Erotico e provocatorio, classico e sovversivo insieme. Si manifestano uno ad uno i suoi simboli, le calle, i velo bianco, i muscoli e le pose fetali, per poi finire con la citazione per eccellenza, che diviene autocitazione per Ismael. Il coltello portato alla lingua, e la scarpa, femminile, bianca e candida, su un piccolo podio. Ma ciò che più colpisce è la percezione complessiva della personalità di Mapplethorpe. La sua straziante paura. Il corpo, spesso nudo, di Ismael Ivo, non affronta quasi mai coraggiosamente lo spazio scenico, il palco, ma si defila costantemente, danza, mai armoniosamente, ai lati della scena, sdraiato, si nasconde, trema, si pulisce, si guarda intorno impaurito, armato. Alla forza delle sue rappresentazioni fa da contrappunto una emozionante e commovente fragilità. Un delicato e nuovo punto di vista, una rivisitazione, una rivelazione biografica importante e originale di un artista fondamentale per l’estetica contemporanea. Apprezzo notevolmente la commistione di discipline, che, se da una parte è illuminante in termini di comunicazione e disvelamento di un artista, dall’altra è stimolo per nuovi contenuti e nuove suggestioni nella danza e nel teatro. 29 aprile - Teatro degli Arcimboldi, Milano Ilaria Ruggiero 957 letture
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